Ancora un grande risultato. E' proprio vero, il vento sta cambiando.

martedì 22 febbraio 2011

Un invito a confrontarsi sulla crisi del welfare ed il ruolo delle assistenti sociali nel Comune di Napoli

di Roberta Iorio.
Invio alcune considerazioni a proposito di welfare.... ma delle assistenti sociali ne vogliamo parlare?
E, soprattutto, una volta per tutte, vogliamo smetterla di demonizzarne il ruolo?
Perchè se ne parla poco di questa professione e quando si fa se ne parla male. Una categoria di lavoratori e per lo più di lavoratrici trattate alla stessa stregua di aguzzine brutte e cattive che per gusto sadico sottraggono a madri disperate e urlanti i loro piccoli.... persone aride e ciniche che non si curano degli altri, bypassando ogni problematica con superficialità e indifferenza.
L'immaginario collettivo viene rinforzato da luoghi comuni ripoposti continuamente dai mass-media, alimentando rabbia, indignazione, giudizi implacanti e definitivi.
Si spara a zero, senza mai affrontare i reali termini delle questioni, non solo tra la gente  ma anche nelle organizzazioni, comprese quelle sindacali.
L'ufficio di Servizio Sociale rappresenta un costante osservatorio delle carenze, dei bisogni e delle reali difficoltà emergenti della società, affrontando in prima linea - nelle diverse accezioni - le problematiche interne alla famiglia, perno sul quale ruota l'intero sistema.
Le assistenti sociali in quanto personale qualificato svolgono un compito difficile, pesante, persino doloroso, per tutta la vita lavorativa; caratterizzato dal confronto con il disagio, il bisogno, il malessere, l'ignoranza morale e materiale, la delinquenza... mettendo a disposizione i propri saperi e tutti gli strumenti personali e professionali per aiutare ad aiutarsi, valorizzando le capacità individuali con l'ausilio delle reti sociali.
Con autonomia tecnico-professionale e di giudizio, l'assistente sociale - in uno spazio di ascolto rispettoso - valuta il bisogno offrendo orientamento, accompagnamento, informazione, consulenza, sostegno psico-sociale, partecipazione, solidarietà, disponibilità, benevolenza, attenzione e cura.
L'Assistente sociale ha il compito della presa in carico del caso e la responsabilità istutuzionale del progetto di intervento. Applica e gestisce istituti giuridici per la tutela del minore, l'affidamento o l'adozione, in collaborazione con il Tribunale dei minori, il Ministero di Grazia e Giustizia, l'Ufficio Tutele, il Tribunale Ordinario.
L'Assistente sociale istruisce atti amministrativi per l'erogazione di contributi economici, predispone documenti di lavoro sui casi in trattamento, valutando caso per caso gli strumenti di indagine.
Il campo di intervento spazia dalle problematiche dei minori agli anziani, dai disabili ai detenuti, fino agli emarginati, agli interdetti...
Ma come? Con quali strumenti? Con quali servizi? L'inserimento dei minori in strutture residenziali e semiresidenziali, per affrontarne l'inadempienza o i comportamenti a rischio, contestualmente agendo sul nucleo genitoriale, presuppone la presenza di servizi di riferimento per le operatrici del territorio....ma se vengono a mancare per i tagli assurdi e insensati al welfare diventa impossibile  intervenire e l'assistente sociale diventa la responsabile del disastro sociale, la controparte della stessa utenza che deve aiutare(numerosi sono stati gli episodi di violenza).
Il paradosso è stato trasformare gli agenti deputati al cambiamento in personale bisognoso di considerazione politica e amministrativa.
Il bilancio oggi è tristemente questo: case famiglia chiuse, Assistenza Domiciliare Integrata al limite del collasso, per la lista di attesa infinita; consultori privi di specialisti per il necessario sostegno genitoriale; progetti di tutoraggio ed educativa territoriale sempre in forse; centri di riabilitazione fermi o inesistenti per alcune fasce di età; supporti economici ridicoli per gli emarginati.
Le Assistenti sociali del Comune di Napoli per anni hanno lavorato in sedi anguste, fredde, umide, con poche scrivanie e sedie, prive di computer, cancelleria, personale. Le responsabili sono state individuate tra quelle più anziane del territorio, per evitare che fosse imposto personale esterno e non competente, a prescindere dal titolo di studio.
Dopo quasi 30 anni,  pur essendo stata istituita una regolare graduatoria per le posizioni organizzative, una volta congelata sono state nominate responsabili a sostituire le neo-pensionate assistenti sociali più anziane, così come stabilito per la sostituzione in caso di infermità, ferie.."o altro", creando legittimo malumore tra tutti.
Dopo 31 anni circa e numerose pressioni sono state assunte provvisoriamente 100 assistenti sociali, ma solo 70 distribuite sul territorio tral'altro senza alcuna considerazione del bisogno reale, mentre altre 30 sono state sistemate negli uffici centrali.
Era troppo complicato chiedere alle assistenti sociali che da anni lavorano in frontiera di scegliere se svolgere una funzione diversa?
Negli ultimi tempi ritorna il controllo sul servizio esterno, imponendone la programmazione, dimostrando scarso rispetto della funzione e poca lungimiranza. Intanto, per istituto le  assistenti sociali effettuano visite socio-ambientali, comprendendo la famiglia, tutte le istituzioni e i servizi del territorio necessarie all'indagine. Inoltre risulta spesso necessario stabilirlo in maniera estemporanea sulla scorta delle esigenze dell'utenza, per emergenze e interventi non programmabili, tra l'altro senza titoli di viaggio adeguati e auto di servizio!
Da sempre le assistenti sociali hanno combattuto per la formazione permanente e la supervisione dei casi, consapevoli della delicatezza del compito e scevre da ogni autoreferenzialità e manie di onnipotenza (salvo alcune,come in  tutte le categorie e gli esseri umani, ciucci presuntuosi..incapaci e nullafacenti....ma tant'è!!!), adempiendo ai propri doveri con diligenza e spirito di sacrificio, portando il risultato e confrontandosi con dirigenti e riferimenti istituzionali.
Perchè quella dell'assistente sociale è una relazione d'aiuto.. non di scarrupo, come direbbe la nostra utenza!

1 commento:

  1. Condivido l'opinione della collega Roberta circa la scarsa considerazione da parte dell'Amministrazione Comunale nei confronti delle assistenti sociali e circa la carenza di risorse e strumenti a loro disposizione. Ancora oggi non si riesce a realizzare un ordinamento idoneo a proteggere il cittadino, un ordinamento che preveda un complesso di interventi rivolti ad assicurare a tutti i membri della collettività benessere fisico ed elevazione morale ed intellettuale ed a garantire i mezzi sufficienti a soddisfare le esigenze vitali in qualsiasi momento della vita. Persone che vivono forti condizioni di disagio economico, per le quali l'aiuto dovrebbe essere imminente, devono attendere, almeno un anno, per l'erogazione di un contributo straordinario. In tale "logica" si innesta il ruolo dell'assistente sociale che sente ,per una presa di coscienza ,di dover mettere a disposizione del cittadino indigente tutti i mezzi professionali di cui dispone. ( associazione di volontariato,rete di solidarietà, caritas) La carenza di strutture adeguate, vanifica talvolta l'impegno profuso dell'assistente sociale, costantemente a riflettere su tutti gli elementi, che man mano emergono sulla situazione dell'utente, nei suoi vari aspetti, e circa gli obiettivi da perseguire che non possono essere frutto di improvvisazione.Giovanna Di Meglio

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