Venerdì 4 febbraio 2011, alle ore 17,00, presso l’Hotel Oriente in via Diaz, 44 a Napoli, Libero Mancuso incontrerà tutti coloro che lo hanno sostenuto alle primarie, non solo per ringraziare quanti lo hanno votato – innanzi tutto le centinaia di volontari che per settimane hanno profuso impegno e passione al suo fianco – ma soprattutto per tenere insieme e mettere in rete lo straordinario patrimonio di adesioni e contributi collettivi e individuali che si sono raccolti e attivati attorno alla sua figura.

Le lotte intestine al partito democratico, i comportamenti irresponsabili e scorretti – da noi prontamente denunciati – che cinicamente hanno offeso la civile partecipazione di tante donne e tanti uomini, non possono farci dimenticare che abbiamo di fronte un temibile avversario da battere: la destra di Cosentino e Cesaro. La destra collusa delle speculazioni e dei condoni, dei rifiuti e degli abusi.
Una destra che, mentre il suo leader nazionale copre un Paese già in crisi di vergogna e ridicolo, sfrutta ogni occasione per poter conquistare Napoli.
Avvertiamo l’ineludibile necessità ed il dovere di non disperdere le energie incontrate in queste settimane e chiamarle a raccolta per continuare e rinnovare il proprio impegno per la città, realizzare, tutti insieme, un progetto vero di rinascita morale e civile di Napoli.
In vista dell'assemblea di venerdì prossimo utilizziamo questo spazio per riflettere su cosa fare.
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E' un momento estremamente delicato. Prima ancora di ogni altra valutazione "politica" è necessario chiederci: "ma perché siamo arrivati a questo punto?"
RispondiEliminaPerché una competizione democratica, interna allo schieramento di centrosinistra, è stata gestita come una guerra senza esclusione di colpi?
Ed in questo clima, come si fa, poi, a pensare di andare, tutti insieme, alle elezioni ed avere l'ambizione di sconfiggere la destra che a Napoli ed in Campania è anche malaffare?
L'importante è vincere? Io credo che vincere ad ogni costo, anche a costo di mettere da parte i propri valori sia peggio che perdere le elezioni.
Grandi lotte e grandi conquiste sono avvenute con la sinistra all'opposizione ma in grado di guardarsi allo specchio senza vergognarsi.
Spero che venerdì sia possibile parlare anche di questo.
Sono d'accordo con Giovanni. Quello che è accaduto a Napoli non può lasciarci indifferenti e senza la necessità di riflettere. Nè col paravento di dover combattere Berlusconi, si possono avallare scelte e politiche che non sono affatto di sinistra. Qualche giorno fa alla trasmissione di Fazio era ospite Casini, che ad un certo punto disse che la destra, il centro e la sinistra sono categorie che non esistono più, ora bisogna mettersi insieme per combattere Berlusconi. Io penso esattamente il contrario. Il problema non è Berlusconi, ma il berlusconismo che ormai è dilagante e che a poco a poco, più o meno consapevolmente, ha invaso anche i partiti di sinistra ed il sindacato. Bisogna ripartire dai valori e non perderli mai di vista. Certo è un percorso più lungo, che richiede sacrifici, iniziali sconfitte e qualche poltrona in meno, ma penso sia l'unica alternativa che abbiamo di poterci contraddistinguere e far sentire alle persone, ai tanti uomini e donne che la mattina vanno a lavorare con dignità e senza dover ringraziare nessuno, che ancora qualche speranza c'è e che non tutto è perduto. Eliana Colella.
RispondiEliminaAnche io condivido la posizione di Giovanni. Credo che il problema della sinistra italiana non sia Berlusconi nè il berlusconismo, bensì la sinistra stessa che ha perso identità. Il più grande partito di sinistra italiano (io direi di centro ormai) è il PD e tutto l'apparato dirigente, i suoi vertici, in particolare, hanno completatmente chiuso qualsiasi contatto con la base tanto da aver paura oggi di uno strumento che essi stessi hanno creato e che diventato sempre più democratico oggi mette in discuzzione le loro imposizioni: parlo delle primarie.
RispondiEliminaPoichè quindi l'obiettivo dovrebbe essere, almeno credo, quello di avere una forza, di sinistra (comunista è troppo?) che abbia programmi ed idee diverse da quelle rappresentate dal centro destra e che miri ad un progetto di società completamente diverso, allora ribadisco forse è il caso di correre da soli e di ricominciare con le battaglie dal basso, insieme agli operai, agli studenti, insomma insieme alla società civile.