Ancora un grande risultato. E' proprio vero, il vento sta cambiando.

mercoledì 2 marzo 2011

In difesa della scuola pubblica

E' ancora necessario mobilitarsi. Per la difesa della scuola pubblica, stavolta. E poi a difesa della Costituzione. E dei diritti dei lavoratori. E della libertà dei popoli. Dai dittatori. da tutti i dittatori, anche quelli che hanno preso il potere senza avere sparato un colpo di fucile.
Il quotidiano l'Unità ha lanciato una petizione popolare a sostegno della scuola pubblica ed ospita, ogni giorno, interventi e commenti. Cliccando di seguito è possibile leggere l'intervnto di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Poi, visto che ci siete, potete dare un'occhiata a tutto il resto.
http://www.unita.it/scuola/l-editoriale-di-lorenzo-cherubini-1.274664
E se proprio vi va, un commento ed una riflessione da aggiungere di seguito.

2 commenti:

  1. Anche io sono un'insegnante(precisamente di scuola dell'infanzia comunale) e mi sento ribollire dentro alle parole del nostro Presidente del Consiglio. Come me dovrebbero rizelarsi ed offendersi tutti gli italiani di buon senso che credono nella scuola pubblica e che la vedono e sentono come una conquista del nostro benemerito Paese. Ogni mattina, andando a lavoro, sono consapevole delle difficoltà quotidiane che incontrerò e che ormai sono insite nel nostro "sistema comunale", ma sono altrettanto consapevole del fatto che questo lavoro io l'ho scelto e che ho un ruolo di vera responsabilità nello svolgere la mia attività ogni giorno con bambini che crescono e che assimilano qualsiasi nostro insegnamento. Ed anche io, se avessi un figlio di età scolare, sceglierei, come Giovanotti, sicuramente la scuola pubblica con i suoi pregi ed i suoi difetti...perchè convinta che lì mio figlio imparerebbe a vivere nel mondo e a stare con gli altri, tutti, anche i diversi da noi. Non desidererei altro per la sua educazione. Eliana Colella.

    RispondiElimina
  2. La scuola pubblica è sempre stata un'istituzione che ha garantito a tutti i cittadini, abbienti e meno abbienti, il diritto allo studio, trasmettendo, di generazione in generazione, i valori dell'istruzione.Si auspica che la collettività possa, anche per il futuro, avvalersi di un bene cosi prezioso.Oggi,per divergenze di opinioni politiche, viene sminuito un ruolo di così primaria importanza, senza tener conto degli insegnanti ,di cui molti precari, che con notevoli difficoltà svolgono un compito così difficile; basilare, sin dalla scuola materna dove in quel contesto il bambino, giovane del fututo, ha il primo approccio relazionale con la realtà scolastica. Alla luce della mia esperienza lavorativa, pur non essendo un'insegnante, ho avuto la possibilità di osservare che la scuola pubblica è in continua crescita, si pone in relazione con la comunità sociale ed assume una posizione di affiancamento e di collaborazione con la famiglia;si fa carico,per quanto di sua competenza,di un impegno sul piano sociale ampio ed articolato.Bisognerebbe tener sempre presente che la crescita civile e democratica dei cittadini è obiettivo di primaria importanza in uuna società libera.Giovanna Di Meglio

    RispondiElimina